LA STORIA
La signora Assunta ancora oggi ricorda lo sforzo ed il sacrificio che doveva affrontare per lasciare i figli a casa, poco distante, affidando i più piccoli alle figlie più grandi.
Già agli inizi degli anni sessanta, chiusa la stalla anche per esigenze igieniche subentrate con l’urbanizzazione, la latteria continuò la sua attività unitamente a quella di piccolo bar per la mescita di caffè e cappuccini, ed in estate, di gelato, rigorosamente artigianale.
E’ sempre nonna Assunta che materialmente inizia l’attività relativa ai gelati coadiuvata dal figlio più grande Bartolomeo junior e dal piccolo Salvatore che studiava all’istituto professionale nel corso per elettricisti, mentre il marito Giovanni si occupava sempre delle relazioni con i fornitori e presienzava la cassa.
“Zìu Bartolo tre lire” anziano, ritiratosi da ogni attività, muore nel 1969 e nel 1972 il “nipotino” Salvatore già elettricista diplomato inizia a lavorare nel negozio a tempo pieno in seguito all’allontanamento del fratello Bartolomeo, dedicatosi ad altre attività, e della madre Assunta sofferente ed avanti negli anni.

Nel frattempo la latteria ha preso più connotazione di bar ed a questo punto scatta una molla. Lo zio di Salvatore, Ferruggia Giuseppe, consiglia al nipote di iniziare ad avviare l’attività di piccola pasticceria insegnandogli la preparazione dei notissimi “cannoli siciliani”, del buccellato, delle genovesi, etc…Salvatore in pochi giorni diventa un esperto e, a poco a poco, nasce in lui una passione che lo coinvolge e lo pervade. Di tanto in tanto chiede allo zio ex pasticciere qualche consiglio, si informa con altri, cerca di crearsi una piccola cultura per fare il salto di qualità. E’ la sua pervicacia che lo premia, la sua passione che lo sorregge ed i risultati che lo spingono. Dopo un paio d’anni nasce un piccolo laboratorio nel retrobottega e giorno dopo giorno cominciano a spuntare nel banco dolci sempre nuovi: le cassate, i bigné, i profitterol, le torte gelato e così via sino a dover acquisire il locale attiguo onde consentire alla clientela, sempre crescente, di poter trovare un ambiente accogliente.
Salvatore è innamorato del suo mestiere. Diventa un esperto, inizia a specializzarsi frequentando corsi specifici anche all’estero. Maestro Cioccolatiere, Maestro Pasticciere, inventa nuovi dolci, li crea come fossero opere d’arte e talvolta si duole doverle dar via ai suoi affezionati clienti.
Invitato più volte alla trasmissione TV “Uno Mattina” viene conosciuto da tutta l’Italia.

Giovanni junior, figlio di Salvatore, frequenta l’alberghiero ma è più attratto dal lavoro del papà che dai libri ed anche lui pervaso dalla passione inizia l’arte più “dolce” del mondo.
Diventa anche lui un “piccolo maestro pasticciere junior”, concorre a concorsi internazionali e si sforza di raggiungere il papà guardando con un sorriso la foto, appesa in alto nel grande e moderno laboratorio, del bisnonno che non ha mai conosciuto, “zìu Bartolo tre lire”.